La mia Lombardia, il viaggio di topylabrys tra paesaggi, memoria e materia
A Palazzo Lombardia, l'artista Ornella Piluso racconta l'anima della regione attraverso installazioni, materiali di recupero e suggestioni che uniscono natura, cultura e industria.
Ogni territorio custodisce una memoria fatta di paesaggi, gesti e materiali. Quella della Lombardia vive nelle acque delle risaie, nelle pietre incise della Val Camonica, nei campi coltivati e persino nelle plastiche che hanno accompagnato la crescita industriale della regione.Da queste tracce nasce il progetto espositivo con cui topylabrys invita il pubblico a guardare il territorio attraverso una prospettiva insolita e profondamente poetica.
La mostra "La mia Lombardia" di topylabrys arriva a Palazzo Lombardia a Milano dal 18 giugno al 3 luglio 2026. Un viaggio tra arte contemporanea, paesaggio lombardo, sostenibilità e memoria del territorio.
Più che una semplice esposizione, quella ideata dall'artista milanese appare come un viaggio dentro l'anima della regione. Un percorso che si snoda tra risaie e campi coltivati, fiumi e cieli padani, incisioni rupestri della Val Camonica e testimonianze dell'industria che ha contribuito a modellare l'identità economica e sociale della Lombardia.
Entrando negli spazi espositivi, il visitatore viene accolto da un racconto che parte da lontano. Oltre cinquant'anni di ricerca artistica trovano qui una sintesi capace di dialogare con l'architettura contemporanea di Palazzo Lombardia, creando un percorso immersivo fatto di sculture, installazioni e opere che invitano a osservare il territorio con occhi nuovi.
La cifra stilistica di topylabrys è da sempre il rapporto con la materia. Polimeri plastici recuperati, resine, terre, cereali, riso e materiali organici diventano strumenti narrativi attraverso cui l'artista costruisce una riflessione sul paesaggio e sulla memoria collettiva. Oggetti e prodotti della terra vengono quasi cristallizzati nel tempo, conservando tracce di una Lombardia agricola che continua a convivere con quella industriale e tecnologica.
Il dialogo tra natura e industria emerge con particolare forza nelle opere realizzate con materiali plastici di recupero. Non si tratta di una scelta puramente estetica, ma di una ricerca che accompagna l'artista dagli anni Settanta e che oggi appare sorprendentemente attuale. In un'epoca in cui sostenibilità e riuso sono temi centrali, il lavoro di topylabrys racconta una visione pionieristica dell'arte ambientale, capace di trasformare gli scarti in strumenti di narrazione.
La mostra offre anche l'occasione per ripercorrere alcuni dei progetti più significativi realizzati in Lombardia negli ultimi anni. Un'installazione video documenta infatti le esperienze sviluppate presso il MAF – Museo Acqua Franca del Depuratore di Milano Nosedo e altre installazioni ambientali che hanno segnato il percorso creativo dell'artista.
Particolarmente suggestiva si annuncia l'inaugurazione del 18 giugno, quando l'arte incontrerà il gusto attraverso la performance Boccone d'Arte – Minestrone Lombardo da passeggio. Un appuntamento che vede la collaborazione della chef Paola Chiolini del ristorante La Balena Bianca di Vallecrosia e che conferma la capacità di topylabrys di costruire ponti tra linguaggi diversi, trasformando l'esperienza artistica in un momento di partecipazione collettiva.
Visitare La mia Lombardia significa allora compiere un viaggio dentro una regione raccontata non attraverso le sue cartoline più celebri, ma attraverso le sue materie, i suoi colori e le sue trasformazioni. Un percorso che invita a riflettere sul rapporto tra uomo e territorio, memoria e innovazione, natura e industria.
Per chi ama scoprire le destinazioni attraverso l'arte e le storie che custodiscono, questa mostra rappresenta un'occasione preziosa per osservare la Lombardia da una prospettiva inedita: quella di un'artista che da oltre mezzo secolo ne raccoglie le tracce e le restituisce sotto forma di emozione.




Commenti
Posta un commento