Welligence: il wellness che ridisegna il turismo tra salute, longevità e nuovi modelli di ospitalità

 

Dal Think Lab di Bologna nasce l’Osservatorio Welligence: spa, hotel e longevity center guidano un cambio di paradigma che trasforma il benessere in leva strategica per il travel

La scorsa settimana sono stato a Bologna per la prima edizione del Welligence Think Lab, ma in realtà sono giorni che torno con la mente a quelle ore e devo ammettere che è stato molto più di un semplice evento. Welligence ha segnato un cambio di ritmo, ha sancito il salto da confronto a visione strutturata, da intuizione a presidio permanente.

Lo scorso 16 aprile, il primo Think Lab ideato da Roberta Farinola ha riunito mondi che fino a ieri si sfioravano senza davvero parlarsi: salute, wellness, longevità. Oggi, invece, iniziano a riconoscersi come parti di un unico ecosistema. E, soprattutto, come leve sempre più decisive anche per il turismo.

Non è un caso che tra i protagonisti ci siano nomi che stanno già ridisegnando l’ospitalità contemporanea: Lefay Resort & Spa, QC Spa of Wonders, Minor Hotels, GB Thermae Hotels e Palazzo di Varignana. Realtà diverse, ma accomunate da una stessa traiettoria: trasformare il benessere da servizio accessorio a infrastruttura dell’esperienza.
Ed è proprio così che il wellness smette di essere solo promessa di relax. Per diventare linguaggio, posizionamento, identità. E soprattutto, progetto.

Lo ha raccontato bene Mirella Prandelli, Group Director Marketing & Communication Lefay Resort & Spa: «Il wellness, per noi, è una filosofia che vive nel territorio. Ogni nostra struttura nasce in relazione al luogo, lo interpreta e lo restituisce all’ospite. Il futuro sarà sempre più in questa direzione: eco-spa integrate, dove prevenzione, salute e benessere diventano parte dell’esperienza di viaggio».

Il cambio di prospettiva è netto. Il primo panel – dedicato al linguaggio della salute – ha messo in discussione il modello tradizionale: non più marketing del desiderio, ma comunicazione della necessità. Non più luoghi di cura, ma spazi di relazione, ascolto e multidisciplinarietà. Anche perché, come emerso, "la scelta in ambito sanitario avviene spesso in un momento di fragilità: è lì che si gioca la partita della fiducia".

Il secondo panel ha spostato il focus sulla longevità. Non più concetto astratto, ma pratica quotidiana. Il dato resta emblematico: viviamo in media 84 anni, ma solo 69 in buona salute. Quel gap – 15 anni – è il vero terreno di lavoro. E anche di business.

In questo scenario si inseriscono esperienze diverse ma complementari: Lucia Magnani con il suo approccio integrato tra salute, benessere e bellezza; Hannes Illmer di Villa Eden che punta su qualità, personalizzazione e relazione nei longevity center; Luigi Caterino impegnato a “democratizzare” la longevità rendendola più accessibile; insieme a Daniela Nuti Ignatiuk e Umberto Carraro, che lavorano su modelli basati su dati, prevenzione e integrazione sistemica. Un mosaico che racconta chiaramente la direzione: dalla nicchia all’ecosistema.

Poi c’è il turismo, forse il campo dove tutto questo prende forma più rapidamente. Il terzo panel ha mostrato come il wellness stia diventando una vera “intelligenza dei luoghi”: leva per destagionalizzare, attrarre nuovi mercati, costruire esperienze coerenti con il territorio. Le spa urbane diventano spazi sociali, il termalismo cerca una nuova narrazione, l’hôtellerie integra sempre più servizi legati a prevenzione e qualità della vita.

Anche il termalismo italiano dunque è chiamato a evolvere. «Non più solo prestazioni, ma sistemi complessi di benessere che includono alimentazione, attività fisica e qualità del sonno - commenta Antonio Ducceschi, CEO GB Thermae Hotels - è un passaggio culturale, di contenuti, di comunicazione».

È qui che si gioca la partita più interessante per il travel: non vendere più solo soggiorni, ma contesti di benessere progettati, misurabili, credibili.

«Welligence nasce da una visione chiara: salute, wellness e longevità non sono più tre settori separati, ma un unico ecosistema, un vero "ingredient brand’ trasversale" che richiede nuovi linguaggi e nuove responsabilità. - spiega Roberta Farinola, ideatrice e promotrice del Think Lab - Stiamo contribuendo a costruire una cultura nuova, che cambierà anche il modo in cui le persone scelgono di viaggiare e vivere il proprio benessere».

Una visione condivisa anche da Nemo Monti, che nelle conclusioni ha sottolineato: «Non stiamo osservando una tendenza, ma un cambio di paradigma. Il benessere non accade spontaneamente: nasce dentro sistemi progettati. E chi lavora nel turismo oggi ha l’opportunità – e la responsabilità – di costruire questi sistemi».

Da qui, la nascita dell’Osservatorio Welligence: uno spazio permanente per monitorare linguaggi, modelli e percezioni. Un tentativo, forse il primo, di dare una grammatica a un settore che finora ha parlato in dialetti diversi.

Perché, in fondo, la domanda che oggi dobbiamo porci non è più quanto vivremo. Ma come – e dove – sceglieremo di farlo. Anche in viaggio.

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