Ahuva Zeloof presenta “FAITH” a Milano: alla Fondazione Sozzani il lancio del libro tra fotografia e scultura
Il 3 giugno alla Fondazione Sozzani di Milano l’artista Ahuva Zeloof presenta FAITH, il suo primo libro. Un progetto che intreccia arte, spiritualità e natura attraverso fotografie e sculture ispirate alle pietre nubiane del Mediterraneo.
Tra fotografia, scultura e spiritualità, Milano si prepara ad accogliere il lancio di FAITH, il primo libro dell’artista Ahuva Zeloof. L’appuntamento è fissato per il 3 giugno alle ore 18 negli spazi di Fondazione Sozzani, dove prenderà forma una conversazione dedicata al dialogo tra arti visive, editoria e memoria creativa.
Pubblicato da Silvana Editoriale, il volume racconta l’ultima ricerca artistica di Zeloof attraverso oltre duecento immagini che seguono un percorso intimo e contemplativo. Al centro del progetto ci sono le pietre nubiane raccolte dall’artista lungo il Mediterraneo: forme naturali che, nel suo sguardo, evocano figure bibliche, monumenti sacri e scene di pellegrinaggio.
Più che intervenire sulla materia, Zeloof sembra ascoltarla. Le sue opere nascono infatti da un gesto minimo, quasi invisibile, che lascia emergere ciò che la natura ha già inciso nella pietra. È qui che prende forma il senso di FAITH: una riflessione sulla fede come intuizione, memoria e relazione con il paesaggio.
La serata milanese sarà anche l’occasione per ricordare Shelly Verthime, storica curatrice dell’archivio di Guy Bourdin e figura chiave nella nascita del libro, considerato il suo ultimo progetto editoriale. In dialogo con l’artista interverranno anche Avshalom Gur e Galia Verthime Sherf, moderati da Francesca Marani.
Il lancio del volume coincide inoltre con la mostra personale FAITH, ospitata dal 5 al 14 giugno presso Galleria Rubin in via Santa Marta 10. Sarà la prima occasione per vedere a Milano le sculture raccolte nel libro e osservare da vicino il rapporto tra immagine fotografica e presenza materica che attraversa l’intero progetto.
In quest'epoca dominata dalla velocità e dalla sovrapposizione continua di immagini, il lavoro di Ahuva Zeloof sembra invece invitarci a rallentare lo sguardo. A partire da una pietra trovata sulla riva del mare.



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